In che modo l’attaccamento degli adulti influenza l’attaccamento dei bambini? La trasmissione intergenerazionale dell’ attaccamento

Vi siete mai chiesti, guardando i vostri genitori, quanto sia simile il vostro modo di relazionarsi o il vostro modo di reagire emotivamente in situazioni specifiche? Se avete notato delle somiglianze, questo è dovuto alla trasmissione intergenerazionale dell’attaccamento.

Il termine attaccamento si riferisce alla relazione che si instaura tra il bambino e la persona che si prende cura di lui, il caregiver. Questo sistema innato motiva l’infante a cercare la vicinanza a un caregiver, soprattutto quando è spaventato o incerto rispetto una situazione. Per questo motivo questo sistema svolge un ruolo unico nella regolazione delle emozioni poiché permette al bambino di ritrovare il senso di sicurezza che era stato temporaneamente perduto.

Ora, prima di iniziare a preoccuparsi eccessivamente sulle capacità dei vostri genitori e sulle vostre capacità come genitori, è importante sapere che la relazione di attaccamento è influenzata da molti fattori, quali l’ambiente, la sensibilità dell’adulto e il temperamento del piccolo, e quest’ultimo ha la capacità innata di adattarsi al tipo di cure che riceve. Sorriso sociale, vocalizzazioni, pianto, contatto visivo, sono tutti tentativi del vostro bambino di mantenere il legame di attaccamento con voi.

A seconda di come queste variabili si incontrano, tale legame può essere definito sicuro o insicuro. I bambini con attaccamento sicuro sanno che possono fidarsi del loro caregiver in quanto lo percepiscono disponibile e accudente, e ciò li porterà a percepirsi come degni di amore. La situazione opposta accade quando i piccoli non ricevono cure adeguate, sperimentando di conseguenza un caregiver inaffidabile o rifiutante che li porterà a percepirsi come non degni di essere amati.

Dal momento che i bambini sono in grado di adattarsi notevolmente all’ambiente che li circonda, essi risponderanno all’incertezza o al rifiuto del caregiver adottando due principali strategie: massimizzando la richiesta di cure, mostrando un attaccamento ansioso-ambivalente, o minimizzando questa richiesta, presentando un attaccamento ansioso-evitante. I bambini con attaccamento ansioso-ambivalente provano una forte angoscia quando si separano dalla madre, tendono a piangere e a protestare e sembra impossibile rassicurarli al ritorno del caregiver. Al contrario, i bambini con attaccamento ansioso-evitante tendono a non far riferimento al caregiver quando sono spaventati o a disagio. Quando sono distanti dall’adulto di riferimento non mostrano alcun segno di ansia o preoccupazione e sembrano totalmente indifferenti al suo rientro.

Sembrerebbe che l’attaccamento strutturato nell’infanzia influenzi quello dell’età adulta. In molteplici studi sull’argomento è stato infatti dimostrato che gli stili di attaccamento che i bambini mostrano nelle prime fasi dello sviluppo sono gli stessi che mostrano nelle loro relazioni romantiche adulte (Hazan & Shaver, 1987). So che starete ora pensando ai vostri comportamenti di attaccamento infantili e a quelli che manifestate con i vostri partner e che vi state chiedendo se potrebbe essere lo stesso per vostro figlio. La vostra domanda è lecita. Infatti, sembra che l’attaccamento venga trasmesso da una generazione all’altra. Questo accade perché il rapporto che avete costruito con i vostri genitori funziona come modello di riferimento per le successive relazioni, e nel costruire il vostro ruolo genitoriale è naturale riprendere ed utilizzare quelle conoscenze e credenze che sono state interiorizzate.

E’ importante sottolinare che tutto questo non accade perché volete “punire” vostro figlio per non aver ricevuto cure adeguate o perché pensate che meriti di essere trattato come hanno fatto con voi quando eravate bambini. Nessun comportamento legato alla vostra infanzia viene attuato consapevolmente, anzi, agire qualcosa di conosciuto è sintomo di amore per il vostro bambino. Può sembrare un paradosso, ma tutti noi conosciamo l’amore nella forma in cui l’abbiamo sperimentato, e tenderemo quindi a riproporlo (e accettarlo) perché in realtà è l’unico tipo di amore che sappiamo dare all’altra persona, dal momento che abbiamo interiorizzato quella forma.

Guardare la relazione con tuo figlio in questa prospettiva ti aiuterà a non giudicarti ed ad essere più consapevole di alcune somiglianze.

La capacità legata all’accettazione del proprio passato, delle proprie relazioni e delle conseguenze che hanno avuto sul proprio attaccamento sono tutte risorse che permettono di migliorare la relazione con il proprio bambino.

Bibliografia

Hazan, C., & Shaver, P. (1987). Romantic love conceptualized as an attachment process. Journal of Personality and Social Psychology, 52(3), 511–524. https://doi.org/10.1037/0022-3514.52.3.511

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